Lezione 02 — Classificazione delle strade In questa lezione imparerai a riconoscere le principali categorie di strada previste dal Codice. Non dovrai soltanto ricordare una serie di lettere. Dovrai capire quali caratteristiche distinguono un’autostrada da una strada extraurbana principale, una strada urbana di scorrimento da una strada urbana di quartiere e una strada locale da un itinerario ciclopedonale. Alla fine saprai anche separare la classificazione tecnica e funzionale da quella amministrativa. Riprendiamo una nozione della lezione precedente. La strada è l’insieme ad uso pubblico destinato alla circolazione di pedoni, veicoli e animali. Quando classifichiamo una strada non guardiamo un solo dettaglio. Contano la posizione urbana o extraurbana, il numero e la separazione delle carreggiate, le corsie, il tipo di intersezioni, gli accessi laterali e le categorie di utenti ammesse. Le categorie funzionali sono indicate con le lettere A, B, C, D, E, E bis, F e F bis. Procediamo in ordine. La strada di tipo A è l’autostrada. Può essere urbana o extraurbana. Ha carreggiate indipendenti o separate da uno spartitraffico invalicabile, ciascuna con almeno due corsie di marcia. Non ha intersezioni a raso né accessi privati diretti. Gli ingressi e le uscite avvengono tramite svincoli e corsie specializzate. È riservata alla circolazione di determinate categorie di veicoli a motore ed è riconoscibile da appositi segnali di inizio e fine. Sono inoltre previste aree di servizio e aree di parcheggio con accessi dotati di corsie di decelerazione e accelerazione. Primo scenario. Viaggi su una strada con due carreggiate separate, due corsie per senso e svincoli. Potrebbe sembrare certamente un’autostrada, ma non basta l’aspetto. Se manca la classificazione e l’apposita segnaletica, potrebbe essere una strada extraurbana principale o una strada urbana di scorrimento. Le caratteristiche fisiche restringono le possibilità; i segnali e il contesto completano il riconoscimento. La strada di tipo B è la strada extraurbana principale. Si trova fuori dai centri abitati. Anche qui le carreggiate sono indipendenti o separate da spartitraffico invalicabile e ogni carreggiata ha almeno due corsie di marcia. È presente una banchina pavimentata sulla destra e non vi sono intersezioni a raso. Gli accessi alle proprietà laterali sono coordinati. Come l’autostrada, è riservata a determinate categorie di veicoli a motore ed è contraddistinta da appositi segnali. La somiglianza con l’autostrada è forte, ma non rende le due categorie equivalenti. Cambiano la classificazione, la disciplina della circolazione e, come vedremo nelle lezioni dedicate, anche alcuni limiti e alcune regole. Al quiz, la frase strada a carreggiate separate significa automaticamente autostrada è falsa. La strada di tipo C è la strada extraurbana secondaria. Ha un’unica carreggiata con almeno una corsia per ogni senso di marcia e banchine. È la configurazione tipica di molte strade fuori dai centri abitati nelle quali i due sensi non sono separati da uno spartitraffico. Può avere intersezioni a raso e accessi laterali secondo la disciplina prevista. Secondo scenario. Esci da un centro abitato e percorri una strada a doppio senso, con una sola carreggiata, una corsia per direzione e banchine laterali. Non ci sono elementi che la rendano una strada di tipo B. La categoria coerente è la strada extraurbana secondaria, tipo C. Il fatto che sia larga, ben asfaltata o molto trafficata non la trasforma in una strada extraurbana principale. Richiamo attivo. Qual è il dettaglio strutturale più immediato che separa una strada extraurbana principale da una secondaria? [PAUSA 2.5] La principale ha carreggiate indipendenti o separate, con almeno due corsie per ciascuna. La secondaria ha una sola carreggiata, almeno una corsia per senso e banchine. Passiamo alle strade urbane. La strada di tipo D è la strada urbana di scorrimento. Ha carreggiate indipendenti o separate da spartitraffico, ciascuna con almeno due corsie di marcia. Può avere una corsia riservata ai mezzi pubblici. Sono previste banchine pavimentate e marciapiedi. Le intersezioni a raso sono regolate da semaforo. Per la sosta sono previste aree o fasce esterne alla carreggiata, con entrate e uscite concentrate. La strada di tipo E è la strada urbana di quartiere. Ha un’unica carreggiata con almeno due corsie, banchine pavimentate e marciapiedi. Per la sosta vi sono aree attrezzate con una corsia di manovra esterna alla carreggiata. Rispetto alla strada urbana di scorrimento, è inserita più direttamente nella vita del quartiere e presenta una struttura meno separata. Terzo scenario. Sei in città, su un grande asse con due carreggiate divise da uno spartitraffico, due corsie per ogni senso, marciapiedi e incroci a raso regolati da semafori. La descrizione orienta verso una strada urbana di scorrimento, tipo D. Se invece percorri una sola carreggiata con almeno due corsie, marciapiedi e zone di sosta organizzate con spazio di manovra esterno, il modello è quello della strada urbana di quartiere, tipo E. La strada di tipo E bis è la strada urbana ciclabile. È una strada urbana ad unica carreggiata, con banchine pavimentate e marciapiedi, riconoscibile da appositi segnali. Il limite massimo di velocità non supera trenta chilometri orari e i velocipedi hanno priorità secondo le regole previste. È una categoria precisa: non coincide con qualsiasi strada sulla quale transitano biciclette e non è la stessa cosa di una semplice pista ciclabile. La strada di tipo F è la strada locale. Può essere urbana o extraurbana. È una strada che non presenta le caratteristiche richieste per le categorie precedenti. Serve soprattutto gli spostamenti e gli accessi locali. La parola locale descrive la funzione e la categoria, non significa privata. Una strada locale può essere pienamente ad uso pubblico. La strada di tipo F bis è l’itinerario ciclopedonale. Può essere locale, urbana, extraurbana o vicinale ed è destinata prevalentemente alla percorrenza pedonale e ciclabile. La sicurezza di pedoni e ciclisti deriva dalle caratteristiche proprie del percorso. Anche qui, prevalentemente non equivale a una formula inventata come esclusivamente in ogni caso: si applica la disciplina indicata dalla segnaletica e dalle norme. Quarto scenario. Un percorso collega due piccoli abitati attraverso una zona verde. È segnalato come itinerario ciclopedonale, ha traffico compatibile e caratteristiche che proteggono chi cammina o pedala. La categoria è F bis. Una strada cittadina con limite di trenta, invece, non diventa automaticamente E bis: per essere strada urbana ciclabile deve possedere le caratteristiche previste ed essere appositamente segnalata. Richiamo attivo. Quale categoria può essere sia urbana sia extraurbana e raccoglie le strade che non rientrano nelle categorie precedenti? [PAUSA 2.5] La strada locale, tipo F. Ora distinguiamo due piani che nei quiz vengono spesso mescolati. Le lettere da A a F bis esprimono la classificazione tecnica e funzionale. Un’altra classificazione riguarda invece l’appartenenza amministrativa: le strade possono essere statali, regionali, provinciali o comunali, secondo funzione e gestione. Una strada statale non è necessariamente un’autostrada. Una strada comunale non è necessariamente una piccola via urbana. Il nome dell’ente e la forma fisica della strada rispondono a domande diverse. Quinto scenario. Un cartello con la denominazione di una strada statale compare su un tratto a carreggiata unica, una corsia per senso e banchine, fuori dal centro abitato. Amministrativamente la strada è statale; tecnicamente può essere una strada extraurbana secondaria di tipo C. Non c’è contraddizione, perché le due classificazioni si sovrappongono senza coincidere. Per risolvere una descrizione complessa, usa un controllo in cinque domande. Prima domanda: il tratto è urbano o extraurbano? La delimitazione del centro abitato è un’informazione più affidabile delle case che vedi intorno. Seconda domanda: esiste una sola carreggiata oppure i due flussi corrono su carreggiate indipendenti o separate? Terza domanda: quante corsie di marcia ha ciascuna carreggiata? Quarta domanda: gli incroci sono a raso oppure gli incontri tra strade avvengono tramite svincoli su livelli diversi? Quinta domanda: accessi e utenti sono liberi oppure regolati e selezionati? Queste domande fanno emergere la categoria senza dover indovinare dal paesaggio. Sesto scenario. Immagina un tratto fuori città con due carreggiate separate, due corsie per senso e svincoli. Il metodo elimina subito i tipi C, D ed E: non è urbano, non ha una sola carreggiata e non presenta normali intersezioni a raso. Restano soprattutto A e B. A questo punto devi cercare i segnali di inizio, la disciplina di accesso e gli altri requisiti. Se il quesito non fornisce gli elementi decisivi, non puoi concludere che sia certamente un’autostrada soltanto perché la strada sembra veloce. Settimo scenario. Ora immagina una via all’interno del centro abitato, con un’unica carreggiata e due corsie complessive, marciapiedi e parcheggi dotati di spazio di manovra esterno. Non lasciarti attirare dalla parola larga se compare nella descrizione. L’assenza di carreggiate separate esclude il modello della strada urbana di scorrimento e orienta verso la strada urbana di quartiere. Il ragionamento basato sui requisiti è più sicuro dell’impressione visiva. La classificazione non è soltanto un’etichetta. Da essa dipendono regole che studieremo più avanti: utenti ammessi, limiti generali di velocità, modalità di sosta, manovre consentite e segnaletica. Per questo, prima di applicare una regola, occorre sapere su quale tipo di strada si sta circolando. Lo stesso comportamento può essere ammesso in un contesto e vietato in un altro. L’ingresso e l’uscita dal centro abitato sono indicati da appositi segnali. Non basta vedere un gruppo di case per classificare autonomamente il tratto come urbano, né basta attraversare una zona poco edificata per credersi già fuori. La delimitazione amministrativa segnalata stabilisce il contesto nel quale si applicano molte regole. Poi le caratteristiche funzionali distinguono, per esempio, una strada urbana di scorrimento da una di quartiere. Ottavo scenario. Percorri un grande viale che continua oltre le ultime case visibili. Finché non incontri l’indicazione di fine centro abitato, non puoi decidere che sia diventato extraurbano soltanto perché il paesaggio si è aperto. Poco dopo il segnale, la stessa direttrice può assumere una diversa classificazione e una diversa disciplina. Osservare la segnaletica evita di anticipare regole non ancora applicabili. Anche accesso e intersezione non sono sinonimi. Un accesso collega una proprietà o un’area laterale alla strada. Un’intersezione mette in relazione strade. Le autostrade non hanno accessi privati diretti né intersezioni a raso; le entrate sono concentrate negli svincoli. Questa organizzazione riduce i conflitti e spiega perché l’aspetto delle rampe e delle corsie specializzate è parte della classificazione. Nono scenario. Una strada a carreggiate separate ha numerosi cancelli privati che si aprono direttamente sulle corsie e incroci allo stesso livello non regolati da svincoli. Queste caratteristiche contraddicono la definizione di autostrada e di strada extraurbana principale. La sola presenza dello spartitraffico non basta a collocarla in A o B. Attenzione al quiz. Cerca le parole che indicano una condizione necessaria. Per autostrade e strade extraurbane principali ricorrono carreggiate separate, almeno due corsie per carreggiata e assenza di intersezioni a raso. Per la strada extraurbana secondaria ricorrono unica carreggiata, almeno una corsia per senso e banchine. Le strade D ed E sono urbane, ma solo la D ha carreggiate separate e almeno due corsie per ciascuna. E bis e F bis non sono sinonimi: la prima è una strada urbana ciclabile; la seconda è un itinerario prevalentemente pedonale e ciclabile. Non classificare una strada in base alla qualità dell’asfalto, alla quantità di traffico o al nome colloquiale. Una superstrada non è una categoria autonoma del Codice. Potrebbe indicare informalmente strutture diverse. All’esame usa i requisiti tecnici e la segnaletica. Ora la mini-verifica. Decidi se ogni frase è vera o falsa. Prima affermazione. Ogni strada con due carreggiate separate è un’autostrada. [PAUSA 4] Falso. Anche altre categorie possono avere carreggiate separate; occorrono tutti i requisiti e l’apposita classificazione. Seconda affermazione. L’autostrada non presenta intersezioni a raso né accessi privati diretti. [PAUSA 4] Vero. Ingressi e uscite sono organizzati tramite svincoli e corsie specializzate. Terza affermazione. La strada extraurbana secondaria ha una sola carreggiata con almeno una corsia per senso. [PAUSA 4] Vero. È una caratteristica distintiva della strada di tipo C. Quarta affermazione. La strada urbana di scorrimento è indicata con la lettera D. [PAUSA 4] Vero. Ha carreggiate indipendenti o separate e almeno due corsie per ciascuna. Quinta affermazione. Qualsiasi strada urbana con limite di trenta chilometri orari è una strada urbana ciclabile. [PAUSA 4] Falso. La categoria E bis richiede specifiche caratteristiche e apposita segnalazione. Sesta affermazione. Una strada locale può trovarsi anche fuori da un centro abitato. [PAUSA 4] Vero. La strada di tipo F può essere urbana o extraurbana. Settima affermazione. Strada statale e autostrada sono espressioni equivalenti. [PAUSA 4] Falso. Statale riguarda la classificazione amministrativa; autostrada è una categoria tecnica e funzionale. Ottava affermazione. L’itinerario ciclopedonale è indicato come strada di tipo F bis. [PAUSA 4] Vero. È destinato prevalentemente alla percorrenza pedonale e ciclabile in condizioni di sicurezza proprie del percorso. Riepiloghiamo. A indica l’autostrada, B la strada extraurbana principale, C l’extraurbana secondaria, D l’urbana di scorrimento, E l’urbana di quartiere, E bis l’urbana ciclabile, F la strada locale e F bis l’itinerario ciclopedonale. Per riconoscerle considera contesto, carreggiate, corsie, intersezioni, accessi e utenti. Tieni sempre separata la classificazione funzionale da quella amministrativa. Fine della lezione.