Lezione 14 — Limiti di velocità Alla fine di questa lezione saprai collegare i limiti ordinari al tipo di strada, riconoscere le principali riduzioni dovute a pioggia, veicolo o esperienza del conducente e capire quando un segnale modifica il valore generale. Soprattutto, distinguerai il limite massimo dalla velocità sicura: rispettare il numero sul cartello è necessario, ma non sempre sufficiente. Richiamiamo due elementi. Il segnale circolare con bordo rosso e un numero indica il limite massimo di velocità. Il segnale blu circolare con un numero indica un limite minimo. Un’indicazione quadrata di velocità consigliata non appartiene invece alle prescrizioni. Forma e colore cambiano il significato del numero. Cominciamo dai quattro limiti ordinari per le autovetture e per gli autoveicoli fino a tre tonnellate e mezzo, salvo diversa segnalazione. Nei centri abitati il limite è ordinariamente di cinquanta chilometri orari. Sulle strade extraurbane secondarie e locali è di novanta. Sulle strade extraurbane principali è di centodieci. Sulle autostrade è di centotrenta. Puoi memorizzarli come una progressione legata alle caratteristiche della strada: cinquanta, novanta, centodieci, centotrenta. Ma non confondere la progressione con un diritto a viaggiare sempre a quel valore. Sono massimi ordinari, non velocità obbligatorie. Primo scenario. Entri in un centro abitato e incontri il relativo segnale con il nome della località. Non vedi un cartello numerico. Il limite ordinario diventa cinquanta chilometri orari. Poco dopo, una strada urbana con caratteristiche adeguate è segnalata con limite di settanta. Da quel punto vale il limite indicato. Dire che in città il limite è sempre cinquanta sarebbe falso, proprio perché può essere elevato fino a settanta sulle strade idonee con apposita segnalazione. Anche il contrario è possibile: l’ente proprietario può stabilire limiti inferiori quando le caratteristiche del tratto lo richiedono. Se in una strada urbana compare trenta, non continui a cinquanta. Se su una strada extraurbana compare settanta, non invochi il limite generale di novanta. Fra il limite generale e quello specificamente segnalato per il tratto, segui il segnale applicabile. Sulle autostrade il limite ordinario è centotrenta chilometri orari. In particolari tratti, e soltanto quando ricorrono precise condizioni costruttive, di controllo, traffico, meteo e incidentalità, l’ente può elevare il limite fino a centocinquanta. Servono almeno tre corsie più la corsia di emergenza per ogni senso, apparecchiature omologate per il calcolo della velocità media e apposita segnalazione. Centocinquanta non è quindi il limite di tutte le autostrade e non scatta perché la carreggiata appare libera. Secondo scenario. Viaggi su un’autostrada a tre corsie in una mattina serena. Non esiste alcun segnale da centocinquanta. Il massimo resta centotrenta, salvo limiti inferiori. Il numero delle corsie è una condizione necessaria per l’eventuale elevazione, non una autorizzazione sufficiente. Richiamo attivo. Una strada urbana ampia, ben separata e scorrevole consente automaticamente settanta chilometri orari? [PAUSA 2.5] No. Il limite urbano ordinario è cinquanta. L’elevazione fino a settanta richiede caratteristiche adeguate e appositi segnali. Le precipitazioni atmosferiche riducono due limiti importanti. In autostrada il massimo scende da centotrenta a centodieci chilometri orari. Sulle strade extraurbane principali scende da centodieci a novanta. La norma non parla soltanto di pioggia: riguarda precipitazioni di qualsiasi natura, quindi anche neve o grandine. Questi valori sono ancora massimi; con acqua intensa, aderenza scarsa o visibilità ridotta può essere necessario andare molto più piano. Terzo scenario. Sei in autostrada, il limite segnalato è centotrenta e inizia una pioggia forte. Il massimo generale per quella condizione diventa centodieci, ma l’acqua ristagna e la visibilità è breve. Viaggiare a centodieci può essere comunque imprudente. Riduci ulteriormente l’andatura, aumenta la distanza e compi manovre dolci. In caso di nebbia fitta, con visibilità inferiore a cento metri, sulle autostrade e sulle strade extraurbane principali possono essere imposti limiti temporanei non superiori a cinquanta chilometri orari. La parola possono è essenziale: non trasformare questo dato in un automatismo applicabile a ogni banco di nebbia. Devi osservare la segnalazione e, in ogni caso, adattare la velocità alla visibilità reale. I conducenti nei primi tre anni dal conseguimento delle patenti A due, A, B uno e B non possono superare cento chilometri orari in autostrada e novanta sulle strade extraurbane principali. Per chi consegue la patente B, il riferimento pratico più frequente è: cento in autostrada, novanta sulla principale, per i primi tre anni. Questi limiti di velocità non vanno confusi con le limitazioni di potenza dei veicoli guidabili dai neopatentati, che sono una regola distinta. Quarto scenario. Una neopatentata guida su autostrada asciutta dove il limite ordinario è centotrenta. Il suo massimo resta cento. Se inizia a piovere, il limite generale dell’autostrada scende a centodieci, ma per lei continua a essere più restrittivo il limite personale di cento. Quando più limiti si sovrappongono, si rispetta quello più basso applicabile. Passiamo ai veicoli con limiti propri. Il ciclomotore non può superare quarantacinque chilometri orari. Le macchine agricole e le macchine operatrici munite di pneumatici hanno limite massimo di quaranta. I quadricicli non leggeri, fuori dai centri abitati, non possono superare ottanta. Questi numeri dipendono dalla categoria del veicolo, non dalla bravura del conducente o dalla potenza percepita. Per un’autovettura con rimorchio, compreso un caravan, i limiti sono settanta chilometri orari sulle strade extraurbane e ottanta in autostrada. Il rimorchio modifica il complesso veicolare e quindi il limite, anche se è leggero. Il carrello appendice, invece, è considerato parte integrante del veicolo ai fini della circolazione e non va confuso con un rimorchio: per un’autovettura con carrello appendice restano i limiti ordinari dell’autovettura. Quinto scenario. Due automobili viaggiano sulla stessa strada extraurbana principale. La prima traina un caravan; la seconda ha un carrello appendice correttamente registrato. Per la prima il massimo è settanta chilometri orari. Per la seconda può valere il limite ordinario di centodieci, salvo altri vincoli. L’aspetto di un elemento trainato non basta: bisogna identificarne la categoria. Anche autocarri e autobus oltre determinate masse hanno limiti specifici e possono esporre posteriormente contrassegni con i valori massimi. Quei dischi non indicano la velocità attuale e non autorizzano gli altri veicoli a imitarla. Informano sui limiti propri del mezzo sul quale sono applicati. Quando vedi due contrassegni posteriori su un veicolo pesante, i numeri possono riferirsi a tipi di strada diversi. Non scegliere il più alto in ogni situazione e non leggerli come un invito al sorpasso. Il conducente di quel mezzo deve conoscere quale valore vale sulla strada percorsa; tu devi mantenere la distanza e rispettare il limite applicabile al tuo veicolo. È utile distinguere tre messaggi numerici. Il limite massimo dice “non oltrepassare questo valore”. Il limite minimo dice “non procedere sotto questo valore senza una ragione che imponga di rallentare”. La velocità consigliata dice “questo valore è ritenuto adatto nel tratto in condizioni normali”. Un numero uguale può quindi avere tre funzioni diverse. Il cerchio con bordo rosso, il disco blu e il pannello quadrato non sono intercambiabili. Sesto scenario. In una galleria una segnalazione consiglia settanta chilometri orari, mentre un limite massimo prescrive ottanta. Puoi viaggiare a sessanta se traffico e visibilità lo richiedono. Non devi raggiungere settanta e non puoi superare ottanta. Consiglio e massimo convivono senza contraddirsi. I limiti possono essere indicati anche per singole corsie mediante segnali collocati sopra la carreggiata o pannelli riferiti alla corsia. Devi seguire il valore relativo alla corsia occupata. Se vuoi spostarti verso una corsia con limite diverso, il nuovo valore non autorizza un cambio immediato: prima controlli, segnali e rispetti le linee. Il segnale di fine del limite massimo specifico indica che termina quella prescrizione. Non significa strada senza limiti. Torna applicabile il limite generale della strada oppure un altro limite segnalato. Lo stesso vale quando termina una zona regolata: devi sapere in quale tipo di strada ti trovi, perché il valore di base dipende dalla classificazione. Settimo scenario. Finisce un limite di settanta su una strada extraurbana secondaria. Non puoi accelerare senza misura. Salvo un altro segnale, torna il massimo ordinario di novanta, ma una curva o il traffico possono imporre una velocità molto più bassa. La velocità influisce anche sul tempo disponibile per osservare. A cinquanta chilometri orari percorri circa quattordici metri in un secondo; a cento ne percorri circa ventotto. Raddoppiando la velocità, il tratto percorso durante la reazione raddoppia, mentre lo spazio di frenatura cresce molto di più. Ecco perché pochi chilometri orari possono cambiare il risultato vicino a un ostacolo. Ottavo scenario. Davanti a una scuola il limite è trenta. Un conducente procede a trenta, ma vede bambini vicini al bordo e continua senza rallentare. Il numero è rispettato, ma la velocità può non essere adeguata. La presenza di utenti imprevedibili richiede di prepararsi a fermarsi, anche procedendo molto sotto trenta. Il carico modifica la risposta del veicolo. Bagagli mal distribuiti, un rimorchio o una massa elevata possono allungare e complicare la frenata. Vento laterale, fondo deformato e pneumatici usurati riducono la stabilità. Non esiste un “margine gratuito” perché l’auto moderna possiede sistemi elettronici: assistenza e controllo aiutano, ma non ridisegnano l’aderenza disponibile. Una guida regolare riduce anche consumi e inquinamento. Accelerare bruscamente fino al limite per poi frenare alla coda non fa risparmiare tempo in modo utile. Mantenere spazio davanti permette di assorbire le variazioni del traffico e limita le frenate. Sicurezza ed efficienza spesso coincidono. Infine, non regolare l’andatura in base alla fretta, alla distanza dalla meta, alla potenza del motore o alla velocità di chi ti segue. Se sei in ritardo, il limite non cambia. Se un veicolo ti incalza, non devi oltrepassare il massimo né avvicinarti a chi precede. Conserva una velocità controllabile e facilita il sorpasso quando è possibile e sicuro. Fin qui abbiamo parlato di numeri. Ora viene la regola più importante: il conducente deve regolare la velocità in base alle caratteristiche e allo stato del veicolo, al carico, alla strada, al traffico, alla visibilità, alle condizioni atmosferiche e alle proprie condizioni psicofisiche. Deve mantenere il controllo del veicolo ed essere in grado di arrestarsi entro il campo di visibilità e davanti a un ostacolo prevedibile. Il limite è un tetto, non un obiettivo. A cinquanta chilometri orari in centro abitato puoi essere troppo veloce davanti a una scuola affollata. A novanta su una strada extraurbana puoi essere troppo veloce in una curva cieca. A trenta puoi essere troppo veloce su ghiaccio. Il numero legale e la sicurezza concreta devono essere rispettati insieme. Si deve moderare la velocità in particolare nelle curve, sui dossi e nei tratti a visibilità limitata; presso intersezioni, scuole e luoghi frequentati da bambini; nelle forti discese; nei passaggi stretti o ingombrati; di notte e attraversando abitati; con nebbia, neve, ghiaccio, acqua, fango o foglie bagnate; in presenza di lavori, ostacoli e utenti vulnerabili. Si deve ridurre la velocità e, se necessario, fermarsi quando l’incrocio con altri veicoli è difficoltoso, presso gli attraversamenti pedonali, quando pedoni sul percorso mostrano incertezza o tardano a spostarsi, quando animali danno segni di spavento oppure quando si rimane abbagliati. Non è una lista per guidare in modo meccanico: esprime un principio di previsione. Nono scenario. Hai diritto di precedenza a un incrocio, ma un furgone parcheggiato nasconde la strada laterale. Il limite è cinquanta e stai andando a quarantacinque. Non basta dire “sono sotto il limite e ho precedenza”. Devi moderare l’andatura perché la visibilità è ridotta. In caso di incidente, il diritto di precedenza non cancella il dovere di prudenza. Facciamo un esercizio a strati. Primo dato: autostrada, quindi centotrenta ordinario. Secondo dato: precipitazioni, quindi centodieci. Terzo dato: conducente nel primo anno dalla B, quindi cento. Quarto dato: cantiere con limite di ottanta, quindi ottanta. Quinto dato: coda improvvisa, quindi anche meno di ottanta e, se necessario, arresto. Ogni strato può abbassare il valore; nessuno ti obbliga a raggiungerlo. Decimo scenario. L’autostrada termina e il veicolo entra in una strada extraurbana secondaria. Un conducente mantiene centotrenta perché non ha ancora visto un limite numerico. È un errore: la classificazione è cambiata e il massimo ordinario è novanta. I segnali di inizio e fine del tipo di strada hanno conseguenze anche quando non mostrano direttamente un numero. La velocità va decisa prima del punto critico. Si rallenta prima di una curva, non dentro la curva con una frenata brusca. Si arriva a un dosso già moderati, perché la visuale oltre il culmine manca. Si affronta una discesa scegliendo in anticipo il rapporto adatto. La regolazione preventiva mantiene aderenza e stabilità. Undicesimo scenario. Su una strada di montagna il limite è settanta. Prima di un tornante il conducente scende a quaranta, poi frena dolcemente ancora. Non sta violando un obbligo di mantenere settanta: sta adattando la velocità alla geometria. Un altro conducente entra a settanta e frena nel pieno della curva: pur non avendo superato il limite, ha scelto una condotta rischiosa. Quando la visibilità diminuisce per il sole basso, per fari abbaglianti o per uno spruzzo d’acqua, riduci l’andatura e, se necessario, fermati. Non continuare alla stessa velocità sperando che la vista torni subito. Lo spazio di arresto deve restare dentro ciò che riesci a vedere. Dodicesimo scenario. Uscendo da una galleria, il sole ti abbaglia per alcuni secondi. Togliere una mano dal volante per cercare gli occhiali mentre mantieni la velocità peggiora il rischio. Riduci in modo controllato, aumenta lo spazio e tieni la traiettoria, pronto a fermarti se la visibilità non è sufficiente. Anche una velocità eccessivamente bassa senza motivo può essere pericolosa, soprattutto sulle strade veloci, perché crea differenze impreviste e code. La soluzione non è correre fino al massimo, ma mantenere un’andatura coerente con il flusso e le condizioni. Se il veicolo non può procedere in modo adeguato per un guasto, segnala la situazione e raggiungi in sicurezza un luogo idoneo. Tredicesimo scenario. Un’auto efficiente procede a quaranta in autostrada asciutta senza traffico e senza necessità. Può creare intralcio e costringere gli altri a manovre. Un’auto guasta che non riesce ad accelerare si trova invece in una situazione di emergenza: il conducente usa le segnalazioni previste e cerca di liberare la carreggiata. Lo stesso numero può avere valutazioni diverse perché cambia la ragione. Per concludere il metodo, usa tre domande in ordine. Qual è il massimo per strada e veicolo? Esiste un limite personale o segnalato più basso? Quale velocità mi permette davvero di controllare il mezzo nello spazio visibile? Soltanto la terza domanda trasforma la conoscenza normativa in guida sicura. Procedere troppo lentamente senza giustificato motivo può creare intralcio. Tuttavia non esiste un obbligo generale di raggiungere il massimo. Una velocità più bassa è giustificata da traffico, visibilità, strada, condizioni del veicolo o del conducente. Il segnale di limite minimo impone invece di non scendere sotto il valore indicato, salvo che le circostanze rendano necessario rallentare o fermarsi per sicurezza. Richiamo attivo. Il limite è novanta, la strada è bagnata e una curva impedisce di vedere oltre pochi metri. Viaggiare a ottantacinque dimostra automaticamente che la velocità è corretta? [PAUSA 2.5] No. Essere sotto il limite non basta. Devi poter controllare e arrestare il veicolo nello spazio visibile e in relazione all’aderenza. Attenzione al quiz. Le parole ordinariamente, salvo diversa segnalazione e fino a sono decisive. Cinquanta in città non significa sempre cinquanta. Centocinquanta non è il limite normale autostradale. Con precipitazioni, centodieci e novanta riguardano rispettivamente autostrade ed extraurbane principali. Il rimorchio non è un carrello appendice. Il neopatentato non applica centodieci in autostrada: nei primi tre anni il suo massimo è cento. E nessun limite autorizza una velocità pericolosa. Ora la mini-verifica. Decidi se ogni affermazione è vera o falsa. Prima affermazione. Il limite ordinario nei centri abitati è cinquanta chilometri orari, salvo diversa segnalazione. [PAUSA 4] Vero. Può essere abbassato e, su strade idonee, elevato fino a settanta con appositi segnali. Seconda affermazione. Su ogni autostrada a tre corsie il limite è automaticamente centocinquanta chilometri orari. [PAUSA 4] Falso. L’elevazione è eccezionale, richiede ulteriori condizioni e deve essere segnalata. Terza affermazione. Con precipitazioni atmosferiche il massimo in autostrada scende a centodieci chilometri orari. [PAUSA 4] Vero. E può essere necessario procedere ancora più lentamente. Quarta affermazione. Nei primi tre anni dalla patente B il massimo in autostrada è cento chilometri orari. [PAUSA 4] Vero. Sulle strade extraurbane principali il massimo personale è novanta. Quinta affermazione. Un’autovettura che traina un caravan può viaggiare a centotrenta chilometri orari in autostrada se il caravan è leggero. [PAUSA 4] Falso. Per l’autovettura con rimorchio il massimo in autostrada è ottanta. Sesta affermazione. Il limite massimo dei ciclomotori è quarantacinque chilometri orari. [PAUSA 4] Vero. È un limite proprio della categoria. Settima affermazione. Chi ha diritto di precedenza può attraversare un incrocio al limite massimo senza moderare la velocità. [PAUSA 4] Falso. In prossimità delle intersezioni la velocità va regolata e il conducente deve prevenire situazioni di pericolo. Ottava affermazione. Una velocità inferiore al limite può essere comunque pericolosa. [PAUSA 4] Vero. Il valore deve essere adeguato a visibilità, aderenza, traffico, veicolo, carico e condizioni del conducente. Riepiloghiamo. Per le autovetture, salvo diversa segnalazione, ricorda cinquanta nei centri abitati, novanta sulle extraurbane secondarie e locali, centodieci sulle extraurbane principali e centotrenta in autostrada. Settanta in città e centocinquanta in autostrada sono possibilità segnalate, non regole generali. Con precipitazioni, autostrada centodieci e principale novanta. Per i primi tre anni dalla B, cento e novanta. Ciclomotori quarantacinque; quadricicli non leggeri fuori città ottanta; autovettura con rimorchio settanta sulle extraurbane e ottanta in autostrada. Infine, il limite è sempre un massimo: la velocità sicura può essere molto più bassa. Fine della lezione.