Lezione 08 · Segnaletica · Comune A e B

Segnali di divieto

In questa lezione studierai i segnali di divieto. Imparerai a distinguere il divieto di transito dal senso vietato, i divieti rivolti a categorie specifiche, i limiti di dimensione e massa, i divieti di…

19:08Voce italianaCopione completo

Ascolta ora

La lezione completa

Scarica l’audio ↓

Risposta immediata

In breve

I segnali di divieto impediscono un comportamento o il transito a tutti o ad alcune categorie. Per interpretarli servono simbolo, eventuale pannello e punto della strada dal quale il divieto ha effetto.

Tre cose da ricordare

  1. 01

    Divieto di transito e senso vietato non descrivono la stessa situazione.

  2. 02

    Un simbolo interno può limitare il divieto a una categoria, a una massa o a una dimensione.

  3. 03

    Fine del divieto, pannelli e segnali successivi determinano dove la prescrizione termina o cambia.

Domande frequenti

Prima di continuare

Divieto di transito e senso vietato sono uguali?

No. Il divieto di transito vieta la circolazione dei veicoli nella strada interessata; il senso vietato impedisce di entrare da quel lato.

Un pannello può limitare il divieto?

Sì. Può indicare orari, eccezioni, categorie o altre condizioni che vanno lette insieme al segnale.

Dove termina un divieto?

Dipende dal tipo di segnale, dalla segnaletica di fine prescrizione, dalle intersezioni e dalle indicazioni integrative previste per quel caso.

Leggi e ripassa

Copione della lezione

Scarica il testo ↓

In questa lezione studierai i segnali di divieto. Imparerai a distinguere il divieto di transito dal senso vietato, i divieti rivolti a categorie specifiche, i limiti di dimensione e massa, i divieti di sorpasso e di velocità e, soprattutto, la differenza fra divieto di sosta e divieto di fermata.

I segnali di divieto appartengono ai segnali di prescrizione. Molti hanno forma circolare, bordo rosso, fondo chiaro e un simbolo che indica ciò che non è consentito. Alcuni, come senso vietato, divieto di sosta e divieto di fermata, hanno colori e disegni molto riconoscibili. La forma circolare ti invita a cercare una regola, non soltanto un avviso.

La prescrizione vale dal punto in cui è collocato il segnale, salvo che un pannello o la natura del segnale indichino diversamente. Può terminare con un segnale di fine, con una diversa prescrizione o secondo le regole di validità del tratto. I pannelli con frecce possono indicare inizio, continuazione o fine. Non applicare un divieto a ritroso se il segnale non lo comunica.

Partiamo da due segnali spesso confusi. Il divieto di transito è un disco chiaro con bordo rosso. Vieta il transito, in entrambi i sensi, a tutti i veicoli, salvo eccezioni indicate. Può trovarsi all’inizio di un’area nella quale i veicoli non devono circolare.

Il senso vietato è un disco rosso con una barra orizzontale chiara. Vieta di entrare dalla direzione in cui lo incontri. Non afferma che nessun veicolo possa percorrere quella strada: normalmente il traffico può provenire dal senso opposto. Il divieto di transito riguarda l’accesso dei veicoli in entrambi i sensi; il senso vietato chiude soltanto quella direzione d’ingresso.

Primo scenario. Arrivi davanti a un disco rosso con barra chiara. Il navigatore ti propone di entrare perché la destinazione è a pochi metri. Non puoi. La strada può essere a senso unico verso di te e potresti incontrare veicoli frontalmente. Devi cercare un accesso consentito. Se avessi trovato il disco chiaro bordato di rosso, il tratto sarebbe vietato al transito veicolare nei due sensi, salvo deroghe indicate.

Richiamo attivo. Quale dei due segnali, senso vietato o divieto di transito, impedisce l’ingresso soltanto dalla direzione in cui è visto?

Il senso vietato. Il divieto di transito vieta la circolazione dei veicoli nei due sensi del tratto interessato, salvo eccezioni.

Altri segnali vietano il transito soltanto a determinate categorie. Possono riguardare pedoni, biciclette, motocicli, veicoli a braccia, veicoli a trazione animale, macchine agricole, autobus, autocarri o veicoli che trasportano merci pericolose. Il simbolo identifica il destinatario. Gli utenti non raffigurati non sono automaticamente vietati, a meno che un pannello o un altro segnale allarghi la prescrizione.

La distinzione fra motociclo e autoveicolo della lezione 03 diventa quindi pratica. Un segnale che raffigura un motociclo vieta la categoria indicata e non tutti i veicoli a motore. Un segnale rivolto agli autocarri non equivale a un divieto per ogni veicolo grande. Nei casi previsti, un valore di massa nel simbolo o nel pannello restringe ulteriormente i destinatari.

Puoi incontrare un segnale che vieta il transito ai veicoli che trasportano merci pericolose, uno dedicato agli esplosivi o ai prodotti capaci di contaminare l’acqua. Non sono tre modi grafici per dire autocarri vietati. Si riferiscono al tipo di carico e alla classificazione del trasporto. Un autocarro vuoto o carico di merci comuni non ricade automaticamente nello stesso divieto, mentre un veicolo più piccolo che effettua il trasporto disciplinato deve rispettarlo.

Secondo scenario. Una strada costeggia un bacino idrico e il segnale vieta i veicoli che trasportano sostanze capaci di contaminare l’acqua. Il conducente non decide in base all’odore o all’aspetto dei contenitori. Verifica la documentazione del carico e segue l’itinerario alternativo previsto. Il simbolo tutela un rischio specifico, non la semplice presenza di merci.

Terzo scenario. Un’autovettura e un autocarro arrivano davanti a un segnale che vieta il transito agli autocarri oltre la massa indicata. L’autovettura non è vietata soltanto perché trasporta bagagli. Per l’autocarro devi controllare categoria e massa risultanti dai documenti, non stimare il peso guardando quanto sembrano gonfi gli pneumatici.

Esistono divieti basati sulle dimensioni. Il limite di larghezza vieta il transito ai veicoli più larghi del valore indicato, compreso l’eventuale carico. Il limite di altezza protegge sottopassi, gallerie o strutture: devi conoscere l’altezza massima effettiva del veicolo e del carico. Il limite di lunghezza riguarda veicoli o complessi più lunghi del valore. Non tentare il passaggio contando su pochi centimetri: oscillazioni, pendenza e margine laterale rendono pericolosa una misura al limite.

I limiti di massa possono riguardare la massa complessiva effettiva oppure la massa per asse, secondo il simbolo. Sono concetti diversi. Un veicolo può rispettare il limite totale ma superare quello su un singolo asse se il carico è distribuito male. Questi segnali proteggono ponti, pavimentazioni e tratti non adatti a determinate sollecitazioni.

Quarto scenario. Un furgone trasporta un macchinario molto pesante concentrato vicino all’asse posteriore. Il peso totale rientra nel limite generale indicato poco prima, ma un secondo segnale stabilisce una massa massima per asse inferiore al carico effettivo su quello posteriore. Il veicolo non può passare. Distribuire il carico è una questione di sicurezza e di rispetto della prescrizione.

Il divieto di segnalazioni acustiche vieta l’uso del clacson nel tratto, salvo i casi di pericolo immediato nei quali il segnale sonoro serve a evitare un incidente. Non impedisce le segnalazioni luminose consentite e non vieta il passaggio del veicolo. L’abitudine di suonare per salutare o sollecitare una coda non diventa lecita.

Quinto scenario. Un veicolo sta uscendo in retromarcia senza vedere un ciclista e l’urto è imminente. Un breve segnale acustico può servire a evitare il pericolo anche nel tratto interessato. Diverso è suonare davanti a un’abitazione per chiamare un passeggero: non esiste un rischio immediato e il comportamento viola la prescrizione.

Il limite massimo di velocità è un segnale circolare con il numero. Vieta di superare il valore indicato in chilometri orari. Non obbliga a viaggiare esattamente a quella velocità: devi procedere più lentamente quando visibilità, traffico, fondo, veicolo o utenti vulnerabili lo richiedono. Il limite può terminare con il relativo segnale di fine, con un nuovo limite o secondo la disciplina del tratto.

Sesto scenario. Il segnale indica settanta chilometri orari, ma una nebbia fitta ti consente di vedere soltanto a breve distanza. Procedere a settanta non è automaticamente sicuro. Il numero è il massimo consentito in condizioni compatibili; devi scegliere una velocità che ti permetta di arrestare il veicolo nello spazio visibile e libero.

Il divieto di sorpasso vieta ai veicoli di sorpassare veicoli a motore, con l’eccezione dei ciclomotori e dei motocicli a due ruote, quando la manovra può essere compiuta nel rispetto delle altre regole. Non significa che sia vietato superare qualsiasi cosa: il bersaglio del divieto e le eccezioni fanno parte della definizione. Restano comunque validi linea continua, visibilità, distanza laterale e ogni altro divieto.

Il divieto di sorpasso per i veicoli di massa complessiva a pieno carico superiore a tre tonnellate e mezza riguarda i veicoli destinati al trasporto di cose oltre tale soglia. Non va esteso automaticamente a un autobus soltanto perché pesante. Un pannello o un valore diverso può modificare la soglia applicabile.

La fine del divieto di sorpasso non garantisce che la prima manovra sia sicura. Potresti essere vicino a una curva, a un dosso, a un attraversamento o a una linea continua. Prima di uscire dalla corsia controlla visibilità, segnaletica orizzontale, utenti davanti e veicoli che stanno già sorpassando. Il segnale elimina una sola limitazione; tutte le altre restano.

Settimo scenario. Subito dopo la fine del divieto, la linea di mezzeria è ancora continua e la strada curva. Non inizi il sorpasso. Attendi un tratto nel quale ogni condizione lo consenta. Interpretare un segnale di fine come un ordine a sorpassare significa confondere permesso e sicurezza.

Ottavo scenario. Un’automobile incontra il divieto generale di sorpasso e davanti procede una bicicletta. Il segnale non trasforma automaticamente ogni superamento in illecito, ma il conducente può procedere soltanto se nessun’altra regola lo vieta e se garantisce visibilità e distanza laterale adeguate. Se per superare dovrebbe oltrepassare una linea continua o mettere in pericolo il ciclista, attende.

I segnali di fine divieto mostrano normalmente il simbolo reso neutro e attraversato da bande scure. Puoi trovare la fine del limite massimo, la fine del divieto di sorpasso o la fine di tutte le prescrizioni locali precedentemente imposte ai veicoli in movimento. Fine di tutte le prescrizioni non cancella le norme generali, i limiti propri del tipo di strada o i divieti dovuti alla situazione. Conclude soltanto le prescrizioni locali interessate.

Richiamo attivo. Il segnale di fine del limite di settanta autorizza sempre a raggiungere qualsiasi velocità?

No. Termina quel limite locale. Restano il limite generale della strada, eventuali prescrizioni successive e l’obbligo di adeguare la velocità alle condizioni.

Ora affrontiamo divieto di sosta e divieto di fermata. Il divieto di sosta ha fondo blu, bordo rosso e una barra diagonale rossa. Vieta di lasciare il veicolo in sosta, ma consente una breve fermata per far salire o scendere persone o per esigenze di brevissima durata, purché il conducente resti pronto a ripartire e non crei intralcio.

Il divieto di fermata ha fondo blu, bordo rosso e due barre diagonali incrociate. Vieta sia la sosta sia la fermata volontaria. Non impedisce l’arresto imposto dal traffico, da un semaforo, da un agente o da un’emergenza. Se una coda ti costringe a fermarti nel tratto, non stai scegliendo una fermata volontaria.

Senza diversa indicazione, il divieto di sosta sulle strade urbane vale dalle otto alle venti; fuori dai centri abitati vale per tutte le ventiquattro ore. Un pannello può stabilire orari diversi. Il divieto di fermata vale per tutte le ventiquattro ore. Questi numeri devono sempre essere collegati al tipo di divieto e al contesto.

Nono scenario. In città, alle ventuno, trovi un normale divieto di sosta senza pannelli. Per la sua validità oraria ordinaria, il divieto non opera oltre le venti. Prima di parcheggiare devi però verificare altri motivi di divieto: passo carrabile, incrocio, attraversamento, fermata autobus, segnaletica temporanea o regole generali. La fine dell’orario del cartello non rende ogni spazio adatto alla sosta.

Il normale divieto di sosta riguarda il lato della strada sul quale è collocato. Senza pannelli che ne precisino l’estensione, termina normalmente alla prima intersezione; se deve proseguire, viene ripetuto con l’indicazione di continuazione. Non estenderlo automaticamente al lato opposto e non considerarlo valido oltre ogni incrocio. Controlla però se sul nuovo tratto è presente un altro segnale o se opera un divieto generale.

Il passo carrabile vieta la sosta nello spazio necessario all’accesso, per tutte le ventiquattro ore. Consente una fermata soltanto se non impedisce l’ingresso o l’uscita e non crea intralcio. Il titolare del passo non può considerare quello spazio un parcheggio privato sulla strada: il segnale tutela l’accesso, non riserva uno stallo di sosta.

La sosta può essere vietata anche per regole generali senza che sia necessario ripetere il disco in ogni punto. Attraversamenti pedonali e ciclabili, incroci, curve con visibilità insufficiente, fermate del trasporto pubblico e spazi davanti a segnali che verrebbero nascosti richiedono controlli specifici. Perciò il metodo prima di parcheggiare è doppio: cerca il segnale di zona e poi verifica se il luogo è vietato per la sua funzione.

Decimo scenario. Il disco di divieto di sosta non c’è, ma lo stallo improvvisato coprirebbe le strisce pedonali. Non parcheggi. L’assenza del cartello non annulla il divieto generale. E non effettui neppure una fermata sulle strisce per attendere un passeggero, perché in quel punto sono vietate fermata e sosta.

Undicesimo scenario. Vedi un passo carrabile davanti a un cancello che sembra inutilizzato. Lasciare l’auto per pochi minuti sarebbe sosta vietata, anche se pensi che nessuno debba uscire. Puoi effettuare una brevissima fermata solo restando pronto a spostarti e senza bloccare l’accesso. La tua previsione sull’uso del cancello non annulla il segnale.

Dodicesimo scenario. Alle due di notte trovi invece un divieto di fermata. Non puoi accostare volontariamente per far scendere un passeggero. Il divieto vale per l’intera giornata. Se il semaforo subito dopo diventa rosso e la fila si arresta in quel tratto, puoi e devi fermarti: quello è arresto dovuto alla circolazione, non fermata scelta.

I pannelli con frecce chiariscono l’estensione. Una freccia rivolta verso l’alto, letta nel senso della strada, indica l’inizio della prescrizione; una doppia freccia ne indica la continuazione; una freccia verso il basso ne indica la fine. Il significato va letto con il segnale principale. Possono inoltre comparire pannelli con giorni, fasce orarie, eccezioni o rimozione forzata.

Tredicesimo scenario. Parcheggi nel mezzo di un tratto e vedi il divieto di sosta accompagnato da una doppia freccia. Non puoi sostenere che il divieto inizi soltanto dal segnale. La doppia freccia informa che ti trovi già nella continuazione del tratto vietato. Cerca l’inizio precedente e non lasciare il veicolo.

Un divieto di sosta può essere temporaneo, per esempio per pulizia della strada, lavori o manifestazioni. Giorni e fasce orarie sul pannello stabiliscono quando opera. Fuori da quel periodo non vale quella specifica prescrizione, ma restano le altre regole. Durante il periodo indicato, il fatto che normalmente lì si possa parcheggiare non costituisce un’eccezione.

Quattordicesimo scenario. Un pannello vieta la sosta il martedì dalle sei alle nove per pulizia. Arrivi lunedì sera e pensi di lasciare il veicolo fino a mezzogiorno del giorno dopo. Devi considerare l’intero periodo in cui l’auto resterà ferma: alle sei inizierebbe il divieto. Spostarla prima dell’orario evita intralcio e possibile rimozione secondo la segnalazione.

Il pannello di rimozione indica la conseguenza prevista per i veicoli lasciati in violazione; non trasforma il divieto di sosta in divieto di fermata. Allo stesso modo, un pannello che consente la sosta a una categoria, come i veicoli al servizio di persone con disabilità muniti di contrassegno, non crea un permesso per gli altri utenti. Devi leggere chi è ammesso, quando e a quali condizioni.

Un divieto può contenere eccezioni, per esempio per veicoli autorizzati, operazioni disciplinate o particolari categorie. Leggi il pannello con precisione. La frase eccetto autorizzati non significa che chiunque abbia un permesso di guida sia autorizzato; indica i soggetti titolari della specifica autorizzazione prevista.

Quando l’eccezione non ti riguarda con certezza, non presumere di beneficiarne. Scegli un percorso o uno spazio consentito e verifica l’autorizzazione prima di entrare o sostare.

Attenzione al quiz. Prima trappola: divieto di transito e senso vietato. Il primo chiude ai veicoli entrambi i sensi; il secondo impedisce l’ingresso da un lato. Seconda: limite massimo significa velocità consigliata. Falso, è un massimo da non superare. Terza: fine del limite significa nessun limite. Falso, torna la disciplina applicabile. Quarta: divieto di sosta vieta anche ogni fermata. Falso. Quinta: divieto di fermata impedisce l’arresto al rosso. Falso, l’arresto è imposto dal traffico.

Controlla sempre il destinatario. Il simbolo di un autocarro non vieta automaticamente autobus, automobili e motocicli. Controlla anche la grandezza: altezza, larghezza, lunghezza, massa totale e massa per asse non sono intercambiabili. Infine, non isolare un pannello dal segnale: orario, distanza ed eccezione modificano la prescrizione alla quale sono collegati.

Ora la mini-verifica. Decidi se ogni affermazione è vera o falsa.

Prima affermazione. Il senso vietato impedisce l’ingresso dalla direzione in cui è collocato.

Vero. Il traffico può normalmente provenire dal senso opposto.

Seconda affermazione. Il divieto di transito e il senso vietato hanno sempre lo stesso significato.

Falso. Il divieto di transito riguarda i due sensi; il senso vietato un ingresso.

Terza affermazione. Un limite massimo di velocità obbliga a mantenere esattamente il valore indicato.

Falso. Non devi superarlo e devi ridurre ancora quando le condizioni lo richiedono.

Quarta affermazione. Il segnale di limite di altezza deve essere valutato considerando anche il carico.

Vero. Conta l’ingombro effettivo del veicolo caricato.

Quinta affermazione. La massa complessiva e la massa per asse indicano la stessa grandezza.

Falso. Una riguarda tutto il veicolo, l’altra il carico gravante su un singolo asse.

Sesta affermazione. Il divieto di sosta consente una breve fermata che non crei intralcio, con conducente pronto a ripartire.

Vero. Sosta e fermata sono situazioni diverse.

Settima affermazione. Il divieto di fermata vieta anche la sosta.

Vero. È la prescrizione più restrittiva fra le due.

Ottava affermazione. In città, il normale divieto di sosta senza pannelli vale ordinariamente dalle otto alle venti.

Vero. Un pannello può indicare un periodo diverso.

Nona affermazione. Il divieto di fermata cessa normalmente alle venti.

Falso. Vale per tutte le ventiquattro ore.

Decima affermazione. La fine di tutte le prescrizioni locali elimina anche le regole generali del Codice.

Falso. Termina le prescrizioni locali interessate, non le norme generali.

Riepiloghiamo. Riconosci il divieto dalla forma e poi individua destinatario, azione, valore e durata. Divieto di transito e senso vietato non coincidono. Categoria, dimensione e massa devono essere lette esattamente. I limiti massimi non sono obiettivi da raggiungere e la loro fine non crea libertà assoluta. Il divieto di sosta permette soltanto la fermata breve compatibile; il divieto di fermata vieta entrambe, ma non l’arresto imposto. Pannelli, frecce e orari completano sempre la regola.

Prima di agire, formula la prescrizione per intero: chi è vietato, che cosa non può fare, da dove comincia, fino a quando vale e quali eccezioni sono indicate. Così il simbolo diventa una regola completa.

Fine della lezione.